Chiavari/Cronaca
Delitto Nada Cella, Soracco torna a processo per false informazioni agli investigatori
Nuovo capitolo giudiziario per il caso che Chiavari non ha mai dimenticato: l'ex datore di lavoro della vittima dovrà rispondere di false informazioni al pubblico ministero.

Il caso Nada Cella torna in aula. Marco Soracco, il commercialista nel cui studio di Chiavari la giovane segretaria fu uccisa nel maggio 1996, dovrà affrontare un nuovo processo con l'accusa di aver reso false informazioni agli investigatori.
Non si tratta del procedimento per l'omicidio, ma di un filone collaterale nato dalle indagini riaperte negli ultimi anni.
Trent'anni di caso aperto
Nada Cella aveva 24 anni. Fu trovata morente nello studio dove lavorava, in centro a Chiavari. Per oltre vent'anni il caso è rimasto senza colpevoli, archiviato e poi riaperto grazie al lavoro di una perita e alla riapertura dell'inchiesta da parte della procura.
È uno dei pochi fatti di cronaca che a Chiavari attraversano le generazioni: chi c'era se lo ricorda, chi è nato dopo lo ha sentito raccontare.
Di cosa si tratta ora
L'imputazione riguarda le dichiarazioni rese agli inquirenti nel corso delle indagini. È un reato autonomo rispetto all'omicidio e viaggia su un binario processuale separato.
Il rinvio a giudizio non anticipa alcuna conclusione sul delitto: sono due procedimenti distinti, con oggetti diversi.
Perché il caso continua a pesare
La vicenda Cella ha segnato il rapporto della città con la propria cronaca giudiziaria. Ogni passaggio processuale riporta a galla le stesse domande che circolano da trent'anni, e ogni volta la risposta arriva a pezzi.
Il nuovo processo aggiunge un tassello, non chiude il quadro. Ma è la conferma che il fascicolo, dopo tre decenni, non è ancora chiuso.
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