domenica 11 ottobre 2026
Lavagna/Politica

Lavagna, le linee guida del nuovo depuratore nel porto: no al progetto da 17 metri

Comune di Lavagna, Città Metropolitana di Genova e Ireti hanno fissato le linee guida per il nuovo depuratore nel bacino portuale, destinato a chiudere l'infrazione europea. Via l'edificio di 17 metri: il Comune chiede non più di 8. Cosa succede prima della conferenza dei servizi.

A cura di Elisa De Rossi

Venerdì mattina si è svolto l'incontro sul depuratore di Lavagna con i rappresentanti del Comune di Lavagna, della Città Metropolitana di Genova e di Ireti, il gestore del servizio idrico. Sono state delineate alcune linee guida per il progetto del nuovo impianto nell'area del porto.

Perché il nuovo impianto serve davvero

Il depuratore non nasce per abbellire il porto: deve consentire di superare definitivamente la procedura di infrazione europea sulla depurazione delle acque, quella che riguarda i comuni del Tigullio orientale e che si trasforma in sanzioni se l'Italia non chiude la partita.
La collocazione resta quella confermata negli ultimi mesi: dentro il bacino portuale di Lavagna. Ancora da definire, invece, gli spazi accessori necessari per cantiere e movimentazione.

La battaglia sull'altezza

Il punto su cui non si è trovato l'accordo è l'impatto visivo. Il progetto presentato da Ireti prevedeva un edificio di circa 17 metri di altezza: non piace al Comune di Lavagna, che ha chiesto che la struttura non superi gli 8 metri, come l'impianto esistente. Una differenza che pesa: un volume da 17 metri si vedrebbe dal centro e dalle colline circostanti, uno da 8 sostanzialmente no.
Tra le linee guida emerse dall'incontro c'è anche il versante ambientale, che dovrebbe distinguere il nuovo progetto rispetto a quello che aveva fatto discutere:
  • uso di energia alternativa per il funzionamento dell'impianto
  • riuso dell'acqua depurata per attività agricole e per le funzioni collegate al grande porto turistico
  • impatto visivo e ambientale ridotto al minimo

La parte di Chiavari nella vicenda

Soddisfatto il Comitato "No al depuratore in Colmata", quello che da anni si è mobilitato contro l'ipotesi di un impianto comprensoriale nella colmata di Chiavari, progetto da tempo accantonato dopo il freno dei giudici e per costi e impatto. Il comitato ha messo in evidenza anche la componente ambientale della nuova impostazione: un impianto che usa energia alternativa e che restituisce al territorio acqua depurata da riutilizzare.

E ora, il calendario

Passo successivo indicato: un nuovo incontro tecnico per formalizzare le soluzioni individuate, poi la conferenza dei servizi con tutti gli enti competenti, che aprirà la strada alla fase operativa del progetto. Per valutare il risultato resta il metro dell'incontro: impianto pienamente adeguato alle norme europee, ma costruito in modo da non incidere sul paesaggio del porto di Lavagna.
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In pratica
Dove
nuovo depuratore nel bacino portuale di Lavagna
Perché
chiudere l'infrazione europea sulla depurazione delle acque del Tigullio
Vincolo
il Comune chiede un edificio non oltre gli 8 metri, non i 17 previsti da Ireti
Passi successivi
secondo incontro tecnico, poi conferenza dei servizi
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