Chiavari/Attualità
Valle dell'Entella, polveri sottili oltre soglia OMS in 6 giorni su 30
Nel periodo 23 settembre-22 ottobre la centralina della valle dell'Entella ha superato la soglia OMS per le polveri sottili in sei giorni. Il Circolo Legambiente Cantiere Verde chiede di evitare i fuochi con residui agricoli.
A cura di Elisa De Rossi

Il Circolo Legambiente Cantiere Verde ha diffuso i dati della qualità dell'aria nella valle dell'Entella. La centralina è la stazione IQAir del Sito Natura 2000, vicino a San Salvatore di Cogorno.
I dati
Il report copre il periodo dal 23 settembre al 22 ottobre 2026.
| Indicatore | Valore |
| Giorni con PM2.5 sopra la soglia di guardia OMS | 6 su 30 |
| Media del periodo | entro i limiti europei |
| Picchi | prima settimana di ottobre |
La media resta dentro i parametri europei. Il problema sono i singoli giorni, soprattutto quelli con foschia e poca ventilazione.
Perché succede
Il circolo indica tre cause che si sommano.
- Inversione termica: nelle serate autunnali l'aria fredda resta sul fondo della piana dell'Entella e blocca i fumi.
- Combustione incompleta: bruciare residui agricoli produce fumo denso, ricco di polveri sottili e fuliggine.
- Traffico e riscaldamento: con l'accensione delle stufe e dei riscaldamenti la situazione, secondo il circolo, peggiorerà.
I più esposti sono bambini, anziani e persone fragili.
Le alternative indicate
Il circolo invita a non bruciare i residui e a usare:
- cippatura e biotriturazione dei rami
- compostaggio dell'erba, al posto del fuoco
Il circolo ricorda che, oltre alla salute, va protetta anche la biodiversità dell'oasi della Rete Natura 2000.
Un limite della centralina
La stazione misura il PM2.5 ma non i gas tossici della combustione: benzene, monossido di carbonio, biossido di azoto e biossido di zolfo. Per questo il circolo chiede analisi periodiche con una stazione mobile dell'Arpal. Il report non è una misura ufficiale Arpal.
Chi vuole sapere quando e come è consentito bruciare sfalci e ramaglie può leggere le regole del Comune di Lavagna in questo articolo.
In pratica
- Il fuoco con residui agricoli è la causa indicata dei picchi di polveri
- Nei giorni di foschia e vento debole conviene evitare di accendere
- Per gli sfalci esistono alternative: cippatura, biotriturazione, compostaggio
Sostieni
Abbonati a Chiavari News
Niente pubblicità, niente paywall. L’abbonamento tiene in piedi la cronaca locale del Tigullio.
17 €/mese
Cancella quando vuoi.