Rapallo/Cronaca
Rapallo, frode da 15 milioni su additivi per carburanti: indagato un commercialista
Accise, IVA e imposte dirette evase per oltre 15 milioni con società estere solo sulla carta, gestite dall'Italia. Tre indagati con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
A cura di Elisa De Rossi

Le Dogane hanno scoperto una frode fiscale sul commercio di additivi per carburanti. Il gruppo aveva società in Regno Unito e Svizzera, ma secondo gli investigatori erano operative solo dall'Italia. Il centro delle decisioni era nel Tigullio.
Come funzionava
Il prodotto arrivava dall'estero con documenti che lo descrivevano solo con il nome chimico. In questo modo non risultava soggetto ad accisa. Il luogo di consegna indicato era una sede a Rapallo, presso lo studio di un commercialista. Secondo l'accusa, la merce non passava mai da lì.
Dopo il primo tratto, i camion andavano direttamente dai destinatari finali, per lo più depositi. Sul documento interno il prodotto compariva come cetano improver, cioè additivo per carburanti. A quel punto era già stato sottratto alla tassazione.
I numeri
| Voce | Importo stimato |
| Accise evase | circa 6,7 milioni di euro |
| IVA evasa | circa 8,1 milioni di euro |
| Contrabbando con falsa dichiarazione di intento | circa 217 mila euro |
| Prodotti chimici acquistati nel periodo 2021-2025 | 15,1 milioni di euro, circa 9.300 tonnellate |
Oltre metà del prodotto era un unico composto, il 2-etilesilnitrato (2-EHN).
L'indagine
L'indagine è durata più di un anno. L'ha coordinata la Procura della Repubblica di Genova, con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), Ufficio Antifrode della Direzione Territoriale Liguria.
Gli investigatori hanno intercettato otto utenze telefoniche. Hanno analizzato oltre 300 mila operazioni bancarie e perquisito sei abitazioni e quattro uffici. Hanno sequestrato sedici dispositivi elettronici. Sono stati coinvolti anche le autorità fiscali di otto Stati membri dell'Unione Europea.
Le misure
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova ha disposto un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tre persone. Tra loro c'è un commercialista iscritto all'Ordine, indicato come responsabile operativo del gruppo. Sono stati disposti anche sequestri preventivi per circa 15 milioni di euro, in attesa di confisca.
Le ipotesi di reato sono associazione per delinquere, contrabbando aggravato, falsità ideologica, dichiarazione fraudolenta e sottrazione all'accertamento dell'accisa. Le indagini sono ancora in corso. Vale la presunzione di innocenza: la responsabilità delle persone indagate sarà accertata solo con una sentenza definitiva di condanna.
In pratica
In pratica
- Indagati
- tre persone, con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria
- Sequestri
- circa 15 milioni di euro, tra le tre società del gruppo
- Periodo
- operazioni tra 2021 e 2025, misure cautelari annunciate il 15 ottobre 2026
- Autorità
- Procura di Genova e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
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